Airbnb, la piattaforma che mette in contatto i viaggiatori con persone che hanno una camera o un’intera casa da affittare, rappresenta oggi, con i suoi 25 milioni di utenti e oltre un milione di alloggi dislocati in ben 34.000 città diverse, uno dei più temibili competitors delle strutture ricettive tradizionali.

Questo è pertanto uno dei motivi per cui gli hotel guardano con timore e sospetto la diffusione di questa nuova forma di ospitalità che si inserisce nel più ampio contesto delle esperienze condivise sostenute dal modello della sharing economy.

Per rispondere a questa domanda – perché gli hotel hanno paura di Airbnb  è necessario  fare dei paragoni e comprendere quali sono, o potrebbero essere, i punti di forza di Airbnb rispetto alle altre forme di ricettività turistica.

Hotelbrand ha condotto quest’analisi utilizzando le 4+1 P del marketing, vale a dire Prezzo, Prodotto, Place (distribuzione) e Promozione più la quinta “P” di Persone.

1 Prezzo

Airbnb  risulta assolutamente in vantaggio rispetto agli hotel in quanto le locazioni hanno tariffe molto inferiori rispetto a quelle di mercato.

Per intendersi è possibile soggiornare in camera matrimoniale a Roma nel mese di dicembre al costo di 31€ a notte, oppure trascorrere un week end in appartamento a Venezia al costo di 72€.

Inoltre gli host, cioè coloro che mettono in affitto il loro monolocale o la loro casa sopra il portale, sono per lo più privati cittadini che raramente denunciano la loro attività, anche quando si trasforma in una fonte di reddito stabile.

Questo favorisce, a detta di alcune associazioni di categoria, il dilagare del fenomeno dell’abusivismo, che incide negativamente sulle performance degli hotel che si trovano a competere ad armi impari con coloro che gestiscono le locazioni in nero su questa ed altre piattaforme.

2 Prodotto

Dando un’occhiata al portale di Airbnb ti rendi subito conto che esso offre una grandissima varietà di soluzioni tanto da andare incontro più a meno a tutti i gusti e a tutte le tasche: sul sito trovi infatti offerte di soggiorno in camera singola o doppia, monolocali, appartamenti, ville e perfino castelli e manieri.

Inoltre, il successo di Airbnb si basa fondamentalmente su una promessa, che è quella di offrire al viaggiatore un nuovo modo di vivere l’esperienza del viaggio, in cui esso non dovrà più sentirsi come un ospite ma come un vero residente.

La vera differenza fra il “prodotto” offerto dagli alberghi (le camere) e quello offerto invece da Airbnb sta proprio in questo: il sito infatti non offre solo pernottamenti, ma esperienze di viaggio molto più pervasive e coinvolgenti che ti permetteranno di vivere la destinazione come un abitante del posto.

Alla buona riuscita della tua vacanza, contribuirà anche colui che ti ha affittato la stanza, o la sua stessa casa, in quanto esso sarà sempre a tua disposizione per fornirti informazioni e consigli sulle cose da fare nella località in cui stai soggiornando.

Ma c’è di più: scegliere una sistemazione su Airbnb permette di entrare a far parte di una community di viaggiatori che come te desiderano fare un’esperienza di viaggio diversa, con cui il portale ti da l’opportunità di comunicare e scambiare esperienze.

3 Place (distribuzione)

Airbnb sfrutta come canale di distribuzione il web: non ci vuole molto a capire come questa strategia risulti vincente, non solo perché ormai la gran parte delle prenotazioni di viaggio avviene tramite internet, ma anche perché la rete incentiva lo scambio di esperienze.

Per comprendere come Airbnb abbia colpito nel segno, abbiamo analizzato su Google Trends l’interesse manifestato nel tempo dagli utenti di internet verso il portale: inutile dire come la curva mostri dal 2007 ad oggi una crescita costante, speculare per certi aspetti a quella di alcune OTA come ad esempio Booking.

Indubbiamente quindi gli ideatori di questo portale hanno saputo cogliere in modo ottimale una delle principali trasformazioni in atto nel mondo del turismo (la crescita delle prenotazioni online), facendola propria.

Un aspetto quest’ultimo su cui invece gli hotel devono ancora lavorare, in quanto non tutti sanno ancora ben sfruttare a proprio vantaggio le opportunità offerte dal web nel generare nuove prenotazioni, primo fra tutti il fatto di ottimizzare il proprio sito per la fruizione da parte degli utenti mobile.

4 Promozione

Airbnb si è affermato e si sta affermando sempre più anche grazie ad ingenti investimenti in eventi e pubblicità finalizzati a diffondere al massimo il proprio brand.

La massiccia presenza sui canali social ha generato un gigantesco buzz sui media alimentato non solo da notizie positive ma anche da polemiche.

Inoltre, mettendo nei campi di ricerca di Google le query “case in affitto+destinazione” il più delle volte accade che Airbnb si trova in prima posizione per quanto riguarda gli annunci sponsorizzati (questo soprattutto per quanto riguarda destinazioni dove ancora l’affitto condiviso non si ancora affermato del tutto, ad esempio Napoli e Palermo) e si colloca sempre fra le prime posizioni anche per quello che concerne i risultati organici.

5 Persone

L’ultimo elemento che abbiamo analizzato è la quinta “P” del marketing mix, vale a dire le persone, riconosciute oggi come l’elemento principale in grado di determinare, non solo con le loro scelte, abitudini e preferenze, ma anche con la loro adesione e condivisione di un determinato messaggio, il posizionamento di un marchio all’interno del mercato .

La Sharing Economy, cui anche Airbnb s’ispira almeno come filosofia di partenza, è un modello di consumo basato sulla centralità delle persone, in cui, di fatto, non esiste un’organizzazione di tipo piramidale, ma dove tutte le parti interagiscono fra di loro in modo orizzontale contribuendo allo sviluppo dell’iniziativa e del progetto.

Questa centralità delle persone è ribadita non solo dal logo di Airbnb (una persona con le braccia alzate) ma anche dai video e dalle immagini presenti sul sito, dove oltre a mostrare gli alloggi e le destinazioni, si mostrano le persone e le loro storie: l’obiettivo infatti del portale è quello di offrire non una sistemazione ma un’esperienza di viaggio unica e irripetibile.

Grazie alla funzione “Crea Airbn” gli utenti possono ad esempio personalizzare il logo di Airbnb per affiggerlo sulle immagini della propria casa (per gli host) o della propria vacanza (per gli ospiti) favorendo così il senso di appartenenza.

Ed è proprio su questo ultimo punto, la centralità delle persone e delle loro storie, che Airbnb detiene un primato.

Questa forma di ospitalità basata sulle persone e soprattutto sulla volontà di dare ai propri ospiti non una sistemazione ma un’esperienza unica e irripetibile, è, a nostro avviso, un modello che gli alberghi dovrebbero non temere o criticare, ma soprattutto imitare e prendere ad esempio per migliorare la loro comunicazione attraverso il  sito ed i social.

Offrendo qualcosa di unico (l’esperienza) proprio come è riuscito a fare Airbnb non solo gli hotel possono riuscire efficacemente a differenziare il proprio brand da tutti gli altri, aggiungendo valore ai propri servizi e alla loro struttura, ma anche ad accrescere la loro brand reputation nei confronti dei clienti, migliorando l’interazione e generando un più elevato numero di prenotazioni.