In questo post affrontiamo un interrogativo, “L’influencer marketing funziona davvero per gli hotel?”, che molti albergatori di sicuro almeno una volta si saranno posti, magari dopo aver ricevuto la e-mail di qualche  influencer pronto a pubblicare una foto o un post del vostro hotel all’interno nei propri profili social in cambio di un soggiorno gratuito o altri benefit.

L’influencer marketing, infatti, altro non è che la collaborazione a scopo promozionale con individui che hanno un elevato numero di followers e dunque sono in grado di influenzare le decisioni di acquisto di moltissime persone.

Si tratta, solitamente, di blogger o professionisti della comunicazione, che in virtù della grande popolarità ottenuta su internet e sui social grazie al proprio sito/ blog o altri canali (ad esempio, YouTube), sono col tempo diventati dei punti riferimento nel loro settore. Tutti quanti conoscerete almeno il nome di un/ una fashion blogger o avrete almeno una volta visitato un food blog, vale a dire un blog dedicato al campo della cucina e ristorazione: in questi settori, infatti, l’uso di opinion leader per influenzare i comportamenti di acquisto delle persone è già utilizzato da tempo e spesso con risultati molto positivi da parte delle aziende.

Nel turismo invece non solo l’influencer marketing è ancora sotto utilizzato dalle stesse strutture, ma è anche vero che il numero dei followers, ciò di coloro che seguono le pagine di un travel blog, vale a dire di un blog che si occupa di viaggi e turismo, è decisamente più bassa rispetto alla media di altri settori come ad esempio quelli appeni citati: i seguaci dei blog di viaggi sono infatti in media circa 27.000, contro il 59.000 del food e i 63.000 del fashion.

Ciò non toglie tuttavia che ottenere visibilità tramite il coinvolgimento di un influencer nel settore dei viaggi rappresenta oggi un ottimo espediente soprattutto per far conoscere la propria struttura ad un pubblico più ampio, ricorrendo soprattutto all’abbinamento con altre strategie di content marketing, come ad esempio quella del visual storytelling su Instagram o l’article marketing. Il nostro consiglio è comunque sempre quello di selezionare voi i blogger che desiderate coinvolgere, valutando oltre al numero dei follower anche le affinità del loro target al vostro.

Poi c’è un altro importante aspetto da considerare, vale a dire le modalità attraverso cui le persone scelgono di soggiornare in una struttura rispetto che in un’altra, che sono molto  diverse ad esempio rispetto alle modalità per cui si sceglie di comprare una marca di scarpe o di profumo rispetto ad un’altra. Nel secondo caso, infatti, è molto più facile che la nostra decisione sia influenzata dal fatto che un’altra persona, soprattutto se molto nota, ne parli in modo positivo sul suo blog o sul suo canale YouTube. Nel caso degli hotel invece, le persone tendono a dare molta più importanza all’opinione di amici e parenti, oppure, all’estremo opposto, a quello che hanno scritto altri utenti come loro nelle recensioni di siti come Trip Advisor o sui social.

Se infatti oltre l’80 per cento dei turisti dichiara di dare molto peso ai consigli di familiari e conoscenti nelle proprie scelte di soggiorno, circa il 59 per cento sostiene invece di leggere almeno una recensione sui siti di guest review, mentre “solo” il 35 per cento (ma nella fascia di età fra i 16 e i 35, i così detti Millennial, la percentuale è superiore al 51 per cento) attribuisce grande importanza ai contenuti visti sui social e in particolar modo su Instagram.

A questo punto c’è da chiedersi chi siano i veri influencer nel settore degli hotel? Se da una parte abbiamo infatti i travel blogger che iniziano a farsi strada con un sempre maggior numero di seguaci, dall’altra abbiamo il grande popolo di coloro che pubblicano recensioni su internet e condivide foto e post delle proprie vacanze su Instagram e/o su  Facebook.

In questa ottica, è dunque fondamentale per chi come voi gestisce un hotel far sì che i propri ospiti, almeno quelli che sono rimasti soddisfatti, parlino su internet della vostra struttura, pubblicando foto, video, commenti, e condividendo quelli già esistenti sul vostro sito e sulle vostre pagine social. Da ultimo, ma non per importanza, è bene far sì che al termine del soggiorno i clienti rilascino una loro recensione, al fine di influenzare positivamente le scelte di altri turisti. 

Perché allora molte strutture hanno difficoltà a convincere i propri utenti a far parlare di sé e a condividere i propri contenuti sui loro profili? I motivi sono molteplici, ma il più delle volte dipende dalla mancanza di una strategia che incentivi ad esempio i vostri ospiti a interagire con la vostra pagina social, limitandosi a pubblicare offerte e contenuti che non prevedono alcun tipo di coinvolgimento. Per impostare al meglio il vostro piano di comunicazione attraverso i social (ma anche attraverso il sito) sarà invece opportuno prevedere anche iniziative in grado di promuovere la partecipazione dei vostri ospiti ai contenuti della pagina e al tempo stesso stabilire un piano di azione per far sì che tutti coloro che lasciano la struttura siano indirizzati a pubblicare una loro recensione.

Per concludere potremo dire, rispondendo così anche alla domanda posta nel titolo, che l’influencer marketing rappresenta di sicuro un ottimo canale per promuovere e rafforzare il proprio brand, aumentandone la visibilità e intercettando un maggior numero di utenti, ma per essere davvero efficace occorre integrare nella strategia anche delle attività che siano in grado di rendere vostri testimoni diretti coloro che già sono stati ospiti attraverso il loro coinvolgimento sul sito, sui social e con l’invito a pubblicare loro recensioni.