“Un hotel gestito male è gestito male punto. E non è che aumentando l’occupazione, a discapito della tariffa, i problemi si risolvono. Anzi diventa una lenta agonia…”.

Queste parole sono tratte da un post pubblicato sul blog di Roberto Necci, consulente in ambito turistico e alberghiero nonché CEO del gruppo Necci Hotels e Vice Presidente di Federalberghi Roma (per il suo profilo consultare i siti www.robertonecci.it, www.neccihotels.it) che è il protagonista della nuova “Burning Interview” di Hotelbrand.

L’argomento che scotta di oggi, come si comprende dal titolo, è la gestione dell’hotel in situazioni di crisi, ma parleremo anche di altri aspetti che riguardano la promozione alberghiera e turistica.

Hotelbrand – Ricollegandosi alla frase che abbiamo citato sopra, partiamo subito con la prima domanda, che ovviamente non può che riguardare la gestione della crisi che si verifica quando i conti di una struttura ricettiva non tornano e si è costretti a prendere delle decisioni.

Tu, Roberto, sostieni in verità che queste situazioni possono anche portare a qualcosa di positivo, cioè il cambiamento. Anzi, ritieni che in ogni tipo di azienda il cambiamento non sia solo auspicabile ma necessario.

In alcun articoli delinei inoltre i settori che maggiormente necessitano di intervento: oltre all’eccessivo indebitamento e ai rapporti sindacali, individui come aree critiche anche la mancanza di adeguamento tecnologico, l’assenza di un modello organizzativo e la necessità di passare da un orientamento commerciale ad uno reddituale. Potresti spiegarci meglio questo concetto.

Necci –  La casistica delle aziende alberghiere e le loro crisi è stata da me ampiamente trattata nei miei lavori. Il mio punto di vista è semplice, le aziende per avere successo debbono costantemente adeguarsi ad un mercato che cambia, è evidente che la staticità non aiuta. Nel corso della mia carriera ho incontrato molte aziende “statiche come filosofia”, ma mi sono reso conto anche che spesso la staticità nasconde la paura o l’impossibilità a fare meglio quello che magari si è ereditato.

Oggi viviamo senza dubbio in un mondo diverso rispetto al secolo precedente e probabilmente il cambiamento degli ultimi 10 anni è stato il più vigoroso: troppe aziende, i risultati sono sotto gli occhi di tutti, si sono fatte trovare impreparate al cambiamento.

Hotelbrand – Parliamo ancora del rovescio della medaglia della crisi, vale a dire del successo di un’impresa in ambito turistico. Secondo te di cosa ha più bisogno in questo momento l’ospitalità italiana per assumere i tratti di un’impresa moderna in grado di generare reddito e profitto?

Necci – La cultura dell’ospitalità è nel dna italiano, forse siamo i più’ bravi al mondo a fare accoglienza, relazionarci con gli altri, farci apprezzare.

Tutto questo però oggi non basta più, vi è necessità di diventare sistema turistico coinvolgendo tutti gli altri soggetti interessati, le infrastrutture cittadine giocano in questo una parte fondamentale.

Hotelbrand – Adesso una domanda che esula un po’ dalle precedenti e riguarda forse più in particolare la tua posizione all’interno di Federalberghi Roma, l’associazione di categoria che difende gli interessi delle piccole e medie strutture alberghiere. Sembra infatti sfumata del tutto la possibilità della Capitale di ospitare i Giochi Olimpici del  2024.

Su questo ovviamente ti sei già espresso in alcuni articoli ma noi vorremmo fare un ragionamento molto più generale riguardo l’utilità dei grandi eventi nel promuovere una destinazione e ovviamente le imprese turistiche che ricadono in quel territorio. Puoi darci la tua opinione in proposito?

Necci – I grandi eventi sono un polmone per i flussi turistici cittadini, generano visibilità, creano flussi di domanda in grado di sostenere la tariffa.

Quando una parte della città si riempie tutto il sistema turistico ne trae beneficio secondo la logica dei vasi comunicanti o del revenue di area. E’ evidente però che la gestione del grande evento necessita di una stretta collaborazione pubblico privato, i grandi numeri stressano la città ma una moderna città turistica deve essere in grado comunque di gestirli.