Sull’abolizione della parity rate se ne sono dette tante. C’è chi l’aspettava con ansia, c’è chi la rifugge. Da che parte stare, allora ma, soprattutto, che che cos’è la parity rate e perché è così importante abbatterla? Andiamo con ordine!

Da qualche giorno è passato al vaglio della Camera dei Deputati l’emendamento Booking che propone, nei fatti l’abolizione totale di ogni vincolo che il settore turistico ha con le OTA (online travel agency) per mantenere gli stessi prezzi sui diversi canali di vendita, online ed offline. Un terremoto: tappi di champagne tra gli albergatori felici della decisione e tutto il settore turistico che cerca di capire cosa comporterà nei fatti questa decisione.

Che cos’è la parità tariffaria?

Facciamo un passo indietro sul significato di parity rate che, nei fatti, è

l’obbligo per l’hotel di garantire lo stesso prezzo su tutti i canali di vendita, online ed offline.

Questo si traduce, nel concreto, nel bisogno degli albergatori di avere la libertà di gestire in autonomia le proprie tariffe come meglio ritengono. L’altro lato della medaglia, però, è che non è così facile mantenere la parità tariffaria (che molti aggirano con trucchi di vario genere) ed attirare, al contempo, prenotazioni dirette senza dover corrispondere a Booking e le altre una percentuale in denaro.

Abolizione Parity Rate: che cosa cambia?

Si parlava già da tempo della possibilità di eliminare la parità tariffaria e di poter concordare prezzi differenti con diversi intermediari. Cosa cambia con questo emendamento, allora?

#1 Di fatto, non cambia nulla 

Che significa che non cambia niente? L’obbligo della parità di prezzo è stato eliminato. E’ vero ma le OTA (online travel agency) sono come le idra: troveranno un altro modo per imporre la parity rate. Si adatteranno al cambiamento: Booking and Co. investono ingenti somme in comunicazione sugli hotel e di certo non pubblicizzano una struttura per poi perdere la percentuale sulla vendita della camera. O no?

#2 Booking.com (e le OTA) è il miglior amico di un hotel

Esatto: Booking.com e le online travel agency sono, da sempre, i migliori intermediari per le strutture. Tre semplici motivi:

grossi investimenti pubblicitari sulle singole strutture: un battage pubblicitario che una piccola pensione non potrà mai permettersi, purtroppo.

– fidelizzazione della clientela: Booking.com è affidabile, ha guadagnato un trust negli anni pazzesco!

semplicità d’uso e facilità della prenotazione: come ospite, fondamentalmente, posso prenotare senza carta di credito, ho la facoltà di cancellazione della prenotazione in qualunque momento, posso scegliere tra tantissimi alberghi e accedo da mobile e dal pc senza alcuna difficoltà.

#3 Molte strutture non sono pronte

Già, purtroppo il settore turistico italiano risente, in determinate occasione, dei suoi limiti. Molte strutture, infatti, non sono del tutto pronte a gestire la complessa macchina dei diversi canali di vendita che si hanno a disposizione. La difficoltà sta, nei fatti, nel mantenere un equilibrio di prezzo coerente con i vari channel causando un po’ di confusione negli utenti che vogliono prenotare rischiando, inoltre, di ottenere una distorto valore del servizio offerto.

Le opinioni degli esperti di Hotelbrand

Abbiamo chiesto ad alcuni esperti del settore turistico un’opinione sull’emendamento Booking e sulle conseguenze che avrà sul comparto, sugli albergatori e sugli utenti.

Lorenzo Vidoni, l’insider

Sempre sul pezzo, ne scriveva proprio stamattina dicendo che La vincita degli albergatori che, non sapranno rispondere al telefono, fare upselling, crosselling, dare un ottimo servizio, sapere le regole di base del revenue management, avere un sito internet in flash, non avere booking engine, non formare i loro collaboratori, non rimanere al passo con i tempi in generale, ma potranno fare tariffe migliori rispetto a booking-com. ‪#‎lavincita‬“. Per Hotelbrand aggiunge che:

Io sono controcorrente, credo che sia una “guerra” che non porterà beneficio, anzi, si rischia di essere penalizzati sulla ricerca se non si rispetterà la parity rates. Credo che i veri problemi degli albergatori siano altri, primo su tutti la scarsa formazione del personale di servizio, poi siti internet obsoleti e magari senza booking engine o programmi altrettanto obsoleti. Io sostengo che la parity non sia mai esistita, altrimenti non ci sarebbe stato questo exploit dei metasearch. Prime su tutti, sono proprio le ota a non averle mai rispettate, basti guardare l’esempio di Tariffe Genius (tariffe scontate direttamente dalle Ota). Stesso discorso per Expedia che propone lo sconto e quindi viene visualizzato per primo sui meta search, decurtandolo dalla commissione dovuta.

Io per certi aspetti, continuo a vedere le Ota come partner, non come avversari. Bisogna trovare il giusto mix di vendita sui vari canali. Che sia ota, diretto, sito proprietario eccetera. Bisogna impegnarsi per vendere!

Claudio Gagliardini, il digital offliner

Oggi era super-impegnato ma ci ha lo stesso dato la sua opinione sulla cosa. Claudio ha una visione strategica che unisce l’esperienza offline nel settore con quella online, un mix che riesce a centrare efficacemente la questione parity rate:

Indubbiamente è una scossa al mercato turistico, che per molti versi serviva. Il problema, rispetto a qualsiasi regola, è l’uso che se ne fa. Non credo che, a parte non uccidere e non rubare, esistano regole che siano universalmente valide e in grado di far funzionare le cose in quanto tali. Il problema è che poi chi le mette in pratica, quasi sempre, le adatta alle proprie esigenze e tenta di stravolgerle, per arrivare prima degli altri. Gli alberghi devono imparare che il prezzo è solo uno dei tantissimi fattori che determinano la preferenza degli utenti. Certo, sui portali delle OTA il prezzo è un fattore più che determinante, ma non è l’unico e, soprattutto, non è il più importante. Rimboccatevi le maniche, il valore aggiunto è già lì!

Marina Pitzoi, digital visioner

Più agguerrita che mai e di poche (ma efficaci) parole, una delle femme del digital marketing turistico italiano ci dice la sua sulla questione della parity rate che, nell’insieme, vede come un’opportunità unica per le strutture alberghiere.
Ora, gli Hotel potranno competere sul serio con le OTA. Adottare una serie di strategie di revenue all’interno dei loro siti web. Devono solo cominciare a farlo veramente!
Opportunità per le strutture alberghiere o disastro totale questa prenotazione cancellata sulla parity rate? Aspettiamo la tua opinione nei commenti!